L'India più intensa, il silenzio dell'oceano, la città del futuro
In breve: India del Nord, Maldive e Dubai: dal Taj Mahal all'oceano. Durata: 22 giorni / 21 notti, di cui una in volo. Date: date libere; date libere su richiesta, anche in due. Viaggio individuale su misura, auto privata con autista in India, visite guidate. Quota a persona da € 1.999, viaggio organizzato da Kibo Tours, tour operator di Biella.
Si parte dall'India del Nord, la più ricca di storia: Delhi con i suoi otto secoli di imperi, Agra e il monumento all'amore più famoso al mondo, Jaipur con i palazzi rosa dei maharaja. Il periodo migliore va da ottobre a marzo, finito il monsone; tra ottobre e novembre il Paese festeggia Diwali, la festa delle luci.
In India viaggiate sempre in auto privata con autista: niente pullman di gruppo, niente treni con i bagagli. Le visite principali sono guidate, in italiano o in inglese, e accanto ai monumenti ci sono le esperienze che fanno capire il Paese: la passeggiata con i ragazzi di strada di Delhi, lo street food di Old Delhi, la stampa dei tessuti a Bagru, la cucina in famiglia a Jaipur.
Poi una settimana alle Maldive, in due opzioni. Opzione 1: il resort di Kandima, nell'atollo di Dhaalu, in villa sulla spiaggia e in pensione completa. Opzione 2: una guesthouse sull'isola locale di Mathiveri, per vivere l'arcipelago in mezzo ai maldiviani, con un budget più leggero. Il finale è a Dubai, la città passata in cinquant'anni dalle barche dei pescatori di perle al grattacielo più alto della Terra.
L'itinerario
- Giorno 1
Milano, Dubai e il volo notturno per Delhi
Partenza da Milano Malpensa con volo di linea e scalo a Dubai, la stessa città dove si chiude il viaggio. Il secondo volo raggiunge Delhi di notte: conviene dormire a bordo, perché domani si atterra in un altro mondo.
- Giorno 2
Delhi, l'arrivo
In sala arrivi vi aspetta l'autista con il vostro nome sul cartello. Il tragitto verso il The Dream Hotel è già un primo assaggio di India: risciò a motore, mucche indifferenti al traffico, camion dipinti a mano con la scritta «Horn OK Please». Il resto della giornata è libero per recuperare il fuso. Se avete energie, a fine pomeriggio andate a Lodhi Garden, il parco dove i delhiti fanno la passeggiata serale tra le tombe dei sultani del Quattrocento. Delhi viene distrutta e ricostruita da più di mille anni: gli storici contano almeno sette città sorte una dopo l'altra in questo tratto della pianura dello Yamuna. L'ottava è New Delhi, voluta dagli inglesi quando nel 1911 spostarono qui la capitale da Calcutta, e inaugurata nel 1931. Oggi l'area metropolitana supera i 30 milioni di abitanti.
- Giorno 3
Delhi antica e Delhi nuova
Visita guidata di un'intera giornata, con guida locale in italiano o in inglese. La mattina è per la città dei Moghul. Si comincia dalla Jama Masjid, la più grande moschea dell'India, completata da Shah Jahan nel 1656: il cortile accoglie fino a 25.000 fedeli e si entra scalzi, con una tunica fornita all'ingresso. Poi in risciò a pedali per Chandni Chowk, «la piazza al chiaro di luna»: la disegnò Jahanara, la figlia dell'imperatore, con un canale al centro in cui di notte si specchiava la luna. Oggi è un labirinto di vicoli specializzati (argento, tessuti, partecipazioni di nozze) che finisce a Khari Baoli, il più grande mercato all'ingrosso di spezie dell'Asia. Il pomeriggio è per i grandi monumenti. La Tomba di Humayun (1570), primo mausoleo-giardino dell'India e modello dichiarato del Taj Mahal, Patrimonio UNESCO. Il Qutub Minar, il minareto in mattoni più alto del mondo con i suoi 72 metri, iniziato nel 1192: nel cortile c'è una colonna di ferro di oltre 1.600 anni che non ha mai arrugginito. Il gurdwara sikh di Bangla Sahib, la cui cucina comunitaria prepara ogni giorno pasti gratuiti per migliaia di persone grazie ai volontari, e chi vuole può dare una mano a fare i chapati. Infine l'India Gate, l'arco che ricorda i soldati indiani caduti nella Prima guerra mondiale.
- Giorno 4
Delhi vista dal basso: i quartieri e lo street food
La mattina, una passeggiata nella Delhi che non si vede dai finestrini, guidata da ragazzi cresciuti per strada e accolti da un'organizzazione locale che reinveste i ricavi nei propri progetti. Per esempio il Salaam Baalak Trust, nato nel 1988 con i proventi del film «Salaam Bombay!» di Mira Nair. Le guide raccontano la propria storia mentre vi accompagnano tra la stazione di New Delhi, i vicoli di Paharganj e i centri di accoglienza: non è un tour della povertà, è un incontro con chi ce l'ha fatta. La sera, con una guida locale, lo street food di Old Delhi dove mangiano i delhiti: i paratha fritti nella Paranthe Wali Gali, il vicolo dove si cucinano dall'Ottocento; i chaat agrodolci e piccanti; i jalebi caldi nello sciroppo; la carne alla brace dei locali accanto alla Jama Masjid. La guida sceglie i banchi più affidabili e sa cosa conviene assaggiare.
- Giorno 5
Delhi, giornata libera
Qualche idea. Il Tempio del Loto della fede baha'i (1986), 27 petali di marmo bianco, aperto ai fedeli di tutte le religioni. L'Akshardham, il grande complesso di templi induisti inaugurato nel 2005, scolpito fino all'ultimo centimetro: telefoni e macchine fotografiche si lasciano al guardaroba. Hauz Khas Village, con il bacino artificiale del Trecento e le rovine di una madrasa sulla riva, oggi circondato da caffè, gallerie e negozi di design. Dilli Haat, il mercato all'aperto con gli artigiani e le cucine di tutti gli stati dell'India, buono per gli acquisti a prezzi onesti.
- Giorno 6
Da Delhi ad Agra, il forte e il Taj al tramonto
In auto con autista sulla Yamuna Expressway, 3 ore e mezza o 4. Sistemazione all'Aman Homestay. Nel pomeriggio il Forte di Agra, la fortezza di arenaria rossa voluta da Akbar nel 1565. Qui la storia del Taj Mahal ha il suo finale amaro: nel 1658 Shah Jahan fu deposto dal figlio Aurangzeb e passò gli ultimi otto anni di vita prigioniero nella torre Musamman Burj, guardando da lontano la tomba della moglie. Poi l'Itimad-ud-Daulah, il «piccolo Taj», fatto costruire tra il 1622 e il 1628 dall'imperatrice Nur Jahan per il padre: il primo edificio moghul tutto in marmo bianco intarsiato di pietre colorate. Al tramonto i giardini di Mehtab Bagh, sull'altra riva dello Yamuna, con il Taj di fronte e senza folla. La leggenda vuole che Shah Jahan volesse costruire qui un secondo Taj in marmo nero per sé: gli scavi non hanno trovato fondamenta nere, ma una grande vasca ottagonale in cui, nelle notti di luna, il Taj si specchiava intero.
- Giorno 7
Il Taj Mahal all'alba
Sveglia presto: l'ingresso apre al sorgere del sole, il marmo passa dal grigio perla al rosa all'oro e i visitatori sono ancora pochi. La guida vi racconta il monumento. Mumtaz Mahal morì nel 1631 dando alla luce il quattordicesimo figlio e Shah Jahan le dedicò il mausoleo più bello mai costruito. Ci lavorarono circa 20.000 persone per oltre vent'anni, con il marmo bianco di Makrana, in Rajasthan, e pietre da tutta l'Asia negli intarsi: giada, lapislazzuli, corniola, turchese. I quattro minareti sono leggermente inclinati verso l'esterno, per cadere lontano dalla tomba in caso di terremoto. E nel Taj tutto è simmetrico tranne una cosa: il cenotafio di Shah Jahan, aggiunto dopo la sua morte accanto a quello di Mumtaz, che occupa il centro esatto. Rientro per la colazione. Nel pomeriggio una bottega di intarsio del marmo, dove si lavora ancora con la tecnica del parchin kari (pietre tagliate a mano in scaglie sottilissime), poi il bazar di Kinari e un assaggio di petha, la zucca candita che è il dolce di Agra.
- Giorno 8
Fatehpur Sikri, il pozzo di Abhaneri e Jaipur
Giornata di strada con due soste. Fatehpur Sikri, a 40 minuti da Agra, è una capitale imperiale fantasma: Akbar la fece costruire dal nulla dal 1571 in onore del santo sufi Salim Chishti, che gli aveva predetto la nascita di un erede, e la abbandonò quindici anni dopo, forse per mancanza d'acqua. Palazzi, cortili e sale delle udienze in arenaria rossa sono rimasti quasi intatti. Nella tomba di marmo del santo si annoda un filo colorato alla grata per esprimere un desiderio. Poi Chand Baori ad Abhaneri, uno dei luoghi più sorprendenti del Rajasthan: un pozzo a gradini del IX secolo profondo una ventina di metri, con migliaia di scalini a zigzag su tredici livelli. Nei villaggi del deserto i pozzi a gradini erano riserve d'acqua e luoghi d'incontro, e d'estate sul fondo l'aria è di diversi gradi più fresca. Lo avete forse già visto al cinema, in «Il cavaliere oscuro – Il ritorno». Arrivo a Jaipur nel tardo pomeriggio e sistemazione a Le Fort Homestay.
- Giorno 9
Jaipur, la Città Rosa
Jaipur fu fondata nel 1727 dal maharaja Sawai Jai Singh II, appassionato di astronomia e matematica, e progettata secondo il Vastu Shastra, l'antica scienza indiana dell'architettura: una griglia di strade larghe divisa in quartieri dei mestieri, oggi Patrimonio UNESCO. Il rosa arrivò nel 1876, per la visita del Principe di Galles: è il colore dell'ospitalità e una norma lo impone ancora al centro storico. Visita guidata. La mattina il Forte di Amber, sulla collina, residenza dei sovrani prima di Jaipur. Il gioiello è lo Sheesh Mahal, il Palazzo degli Specchi: migliaia di frammenti di specchio su pareti e soffitto, e si dice che una sola candela bastasse a farlo brillare come un cielo stellato. Si sale in jeep, non a dorso d'elefante. Sosta fotografica al Jal Mahal, il palazzo sul lago Man Sagar. Il pomeriggio il City Palace, dove la famiglia reale vive ancora: quando il maharaja è in residenza sulla torre sventolano due bandiere. Nella sala delle udienze private ci sono i due vasi d'argento più grandi al mondo, forgiati nel 1902 per portare l'acqua del Gange a Londra all'incoronazione di Edoardo VII: il maharaja non voleva bere acqua inglese. Poi il Jantar Mantar, l'osservatorio di Jai Singh II con strumenti giganti in pietra, la cui meridiana di 27 metri segna l'ora con circa due secondi di precisione, e la facciata dell'Hawa Mahal, il Palazzo dei Venti, con 953 finestrelle da cui le donne di corte guardavano la strada senza essere viste. Chi vuole chiude al Forte di Nahargarh, con il tramonto sulla città.
- Giorno 10
Jaipur con le mani: stampa a blocchi e cucina in famiglia
La mattina un laboratorio di stampa a blocchi di legno a Bagru o Sanganer, i villaggi dei tessuti alle porte di Jaipur, dove le famiglie di stampatori si tramandano il mestiere da generazioni. A Bagru si usano ancora i colori naturali (indaco, melograno, ruggine) e il dabu, una riserva di fango che disegna i motivi. Si vedono intagliare i blocchi, poi tocca a voi: ognuno stampa il proprio tessuto e lo porta a casa. La sera la lezione di cucina in casa di una famiglia di Jaipur: si tostano e macinano le spezie, si stendono i chapati, si preparano un dal e un curry, poi si cena tutti insieme. La cucina del Rajasthan è nata nel deserto per durare: il piatto simbolo è il dal baati churma, e per i più coraggiosi c'è il laal maas, stufato di montone rosso di peperoncino.
- Giorno 11
Gli ultimi bazar di Jaipur e il rientro a Delhi
Mattinata libera nei bazar. Johari Bazaar è il mercato dei gioielli: Jaipur è uno dei principali centri al mondo per il taglio delle pietre colorate, smeraldi soprattutto. Bapu Bazaar è quello dei tessuti stampati, delle mojari ricamate e dei braccialetti di lacca. Se viaggiate nelle settimane di Diwali, la festa delle luci che cade tra ottobre e novembre, trovate i bazar illuminati: le luminarie di Jaipur sono famose in tutta l'India. Dopo pranzo l'autista vi riporta a Delhi, 5 o 6 ore di strada, in un hotel ad Aerocity, a pochi minuti dall'aeroporto, per affrontare con calma il volo del mattino.
- Giorno 12
Da Delhi alle Maldive
Trasferimento in aeroporto la mattina presto e volo per Malé. Nell'avvicinamento compaiono i primi atolli: anelli di sabbia e corallo con il turchese della laguna dentro e il blu dell'oceano fuori. Da Malé si prosegue secondo l'opzione scelta. Opzione 1, Kandima: l'assistenza del resort vi accompagna al volo interno per l'atollo di Dhaalu, 35-40 minuti a bassa quota, e da lì un motoscafo vi porta al resort in un quarto d'ora. Opzione 2, Mathiveri: motoscafo per l'atollo di Alif Alif, circa un'ora e mezza o due di navigazione. In entrambi i casi si arriva nel pomeriggio: i voli interni e i motoscafi viaggiano solo di giorno, per questo il volo da Delhi parte al mattino.
- Giorno 13–18
Opzione 1 · Kandima, resort in villa sulla spiaggia
Sette notti in villa sulla spiaggia in pensione completa a Kandima, nell'atollo di Dhaalu, su una delle isole più lunghe delle Maldive: circa 3 km di sabbia. È un resort vivace e informale, con una piscina tra le più lunghe del Paese, più ristoranti, spa e centro sub; la villa ha l'accesso diretto alla spiaggia e la laguna davanti. Le giornate sono vostre: snorkeling sul reef, kayak, un massaggio, un libro sotto la palma. Due esperienze facoltative che vi proponiamo: la pesca al tramonto su un dhoni, la barca tradizionale, con la lenza a mano come fanno da secoli i pescatori maldiviani; e la visita a un'isola locale, per vedere la vita dell'arcipelago fuori dai resort. Qualche curiosità: le Maldive sono 1.192 isole in 26 atolli, ne sono abitate circa duecento, e il punto più alto del Paese è a circa 2,4 metri sul mare. «Atollo» è l'unica parola della lingua maldiviana entrata in tutte le lingue del mondo.
- Giorno 13–18
Opzione 2 · Mathiveri, guesthouse su un'isola locale
Sette notti a SIS Tourist Villa, una guesthouse di una decina di camere con aria condizionata e ristorante su Mathiveri, un'isola di pescatori dell'atollo di Alif Alif, a nord di Ari. Qui le Maldive si vivono in mezzo ai maldiviani: il porto, le moschee, le case di corallo, i bambini in bicicletta, il pesce appena sbarcato. La guesthouse è vicina alla «bikini beach», la spiaggia riservata ai turisti dove il costume è ammesso. Sul resto dell'isola valgono le usanze locali: spalle e ginocchia coperte e niente alcol, che sulle isole abitate non si vende. La colazione è compresa; pranzi e cene si fanno alla guesthouse o nei locali del paese. Le uscite in barca verso il reef, i banchi di sabbia e le isole disabitate si organizzano sul posto, giorno per giorno, e sono facoltative. È l'opzione per chi preferisce l'autenticità e un budget più leggero al comfort del resort.
- Giorno 19
Dalle Maldive a Dubai
Rientro a Malé, in motoscafo e volo interno da Kandima (opzione 1) o in motoscafo da Mathiveri (opzione 2), poi volo per Dubai con arrivo in serata. Trasferimento al Paramount Hotel di Business Bay, il quartiere di torri affacciato sul Dubai Water Canal, il canale inaugurato nel 2016 che porta il mare fin nel centro. Dubai nasce nel 1833, quando la famiglia Al Maktoum si stabilì sulle rive del Creek. Per un secolo visse di pesca, commercio e perle, con tuffatori in apnea fino a venti metri. Il petrolio arrivò nel 1966 e gli Emirati Arabi Uniti nacquero nel 1971, ma la vera scommessa della città è stata un'altra: commercio, porto, turismo, finanza e voli, fino a diventare il crocevia tra Europa, Asia e Africa.
- Giorno 20
La Dubai nuova
Visita guidata della città contemporanea. Il Museum of the Future (2022), un anello d'acciaio senza colonne interne con le finestre fatte di versi in calligrafia araba. Il Burj Khalifa, 828 metri, l'edificio più alto del mondo dal 2010, con salita all'osservatorio: si dice che, salendo dopo aver visto il tramonto dalla base, lo si possa vedere una seconda volta dalla cima. Il Dubai Mall, con l'acquario gigante e la pista di pattinaggio nel deserto. La Palm Jumeirah, l'isola artificiale a forma di palma costruita con la sabbia del fondale, e la sosta davanti al Burj Al Arab, l'hotel a vela. La sera le fontane di Dubai, a pochi minuti dall'hotel: getti fino a 150 metri ai piedi del Burj Khalifa, ogni mezz'ora dopo il tramonto.
- Giorno 21
La vecchia Dubai e la cena a Marina
Giornata libera. Per vedere la Dubai di prima del petrolio: si attraversa il Creek su un'abra, la barchetta di legno che fa la spola da un secolo, si girano il souk delle spezie e il souk dell'oro di Deira e si passeggia ad Al Fahidi, tra le case con le torri del vento, l'aria condizionata naturale di una volta. Per il mare c'è la spiaggia di JBR. La sera crociera con cena su un dhow tradizionale tra i canali di Dubai Marina, tra i grattacieli illuminati.
- Giorno 22
Il rientro in Italia
Mattinata libera, poi trasferimento in aeroporto e volo di rientro a Milano Malpensa.
Incluso e non incluso
La quota include
- Voli internazionali in classe economica Milano–Dubai–Delhi, Delhi–Malé, Malé–Dubai e Dubai–Milano, con le tasse aeroportuali
- 21 notti negli alberghi indicati: The Dream Hotel a Delhi (4), Aman Homestay ad Agra (2), Le Fort Homestay a Jaipur (3), hotel ad Aerocity (1), 7 alle Maldive secondo l'opzione scelta, Paramount Hotel a Business Bay, Dubai (3)
- Colazione in tutti gli alberghi
- Tutti i trasferimenti in India con auto privata e autista, compresi Delhi–Agra, Agra–Jaipur con le soste a Fatehpur Sikri e Abhaneri, e Jaipur–Delhi
- Visite guidate di Delhi antica e nuova, Agra con il Taj Mahal all'alba, Fatehpur Sikri e Jaipur, con guide locali in italiano o in inglese
- Passeggiata nei quartieri di Delhi con le guide di un'associazione locale e tour dello street food di Old Delhi
- Laboratorio di stampa a blocchi di legno e lezione di cucina con cena in famiglia a Jaipur
- Opzione 1, Kandima: villa sulla spiaggia in pensione completa; volo interno e motoscafo da Malé e ritorno
- Opzione 2, Mathiveri: SIS Tourist Villa con colazione; motoscafo da Malé e ritorno
- A Dubai: trasferimenti, visita guidata della città nuova con salita al Burj Khalifa, crociera con cena tra i canali di Dubai Marina
Non include
- Visto elettronico per l'India
- Ingressi ai monumenti non indicati
- Escursioni facoltative alle Maldive: con l'opzione 1 la pesca al tramonto e la visita a un'isola locale; con l'opzione 2 le uscite in barca organizzate sull'isola
- Con l'opzione 2, pranzi e cene a Mathiveri
- Bevande fuori dalla pensione completa, mance ed extra personali
- Assicurazione medico, bagaglio e annullamento, consigliata
- Tutto quanto non indicato alla voce «La quota comprende»
Gli alberghi
In India si dorme in case e alberghi scelti per stare vicino alla vita delle città: The Dream Hotel a Delhi, l'Aman Homestay ad Agra e Le Fort Homestay a Jaipur, dove l'ospitalità è quella di una famiglia indiana. L'ultima notte è ad Aerocity, a pochi minuti dall'aeroporto di Delhi, per prendere con calma il volo del mattino per Malé.
Alle Maldive, due opzioni. Opzione 1, Kandima: villa sulla spiaggia con accesso diretto alla sabbia, pensione completa. Opzione 2, SIS Tourist Villa a Mathiveri: guesthouse di una decina di camere con aria condizionata e ristorante, vicino alla spiaggia dell'isola dove è ammesso il costume, con colazione. A Dubai il Paramount Hotel a Business Bay, sul Dubai Water Canal, a pochi minuti dal Burj Khalifa e dalle fontane. Colazione inclusa in tutti gli alberghi. Strutture indicate o similari, da confermare alla prenotazione.
Quanto costa
Quote e disponibilità aggiornate al 5 novembre 2026.
Condizioni
Quote e disponibilità
Le quote sono indicative, riferite alla sistemazione in camera doppia e alla data di partenza indicata; variano con la stagione e con la categoria degli alberghi scelta. Disponibilità e quota definitiva vengono confermate per iscritto al momento della richiesta, prima di qualsiasi impegno.
Tariffa aerea
La tariffa aerea compresa nella quota è soggetta a variazione ed è da verificare al momento della prenotazione. La quota è calcolata su base 2 persone e non si applica ai gruppi.
Documenti richiesti
Passaporto con almeno sei mesi di validità dalla data di rientro e due pagine libere. India: visto elettronico (e-Tourist Visa) da richiedere online sul sito ufficiale del governo indiano qualche settimana prima della partenza; vi aiutiamo noi con la procedura. Maldive: visto turistico gratuito all'arrivo, con la dichiarazione di ingresso IMUGA da compilare online nei giorni prima del volo. Emirati Arabi Uniti: per i cittadini italiani il visto turistico è gratuito e si ottiene all'arrivo.
Clima e abbigliamento
India del Nord: la stagione migliore va da ottobre a marzo, con giornate di sole; tra dicembre e gennaio le notti a Delhi e in Rajasthan sono fresche. Vestiti leggeri che coprano spalle e ginocchia, come richiesto in templi e moschee, un foulard per le signore, qualcosa di caldo per la sera in inverno e calze leggere per il marmo, perché si entra scalzi. Maldive: caldo tutto l'anno e mare intorno ai 28 gradi; la stagione più secca va da dicembre ad aprile. Dubai: da novembre a marzo giornate piacevoli, d'estate oltre 40 gradi; centri commerciali e auto sono molto climatizzati, serve una felpa leggera.
Fuso orario
Rispetto all'Italia, con l'ora solare: India +4 ore e 30, Maldive +4, Dubai +3. Con l'ora legale un'ora in meno.
Salute
Nessuna vaccinazione obbligatoria; consigliamo un passaggio dal servizio di medicina dei viaggi della vostra ASL. In India si beve solo acqua in bottiglia sigillata, anche per lavarsi i denti, e si evitano ghiaccio e frutta già sbucciata fuori dai ristoranti degli hotel. Portate un repellente per le zanzare. Da fine ottobre a gennaio la qualità dell'aria a Delhi peggiora spesso: chi ha problemi respiratori porti qualche mascherina FFP2.
Valute, mance e prese
India: rupia; carte accettate in hotel e nei negozi più grandi, contanti in tagli piccoli per mance, risciò e bancarelle. Maldive: il resort lavora in dollari, con addebito in camera. Dubai: dirham, carte ovunque. In India la mancia ad autisti e guide è consuetudine: vi diamo gli importi abituali prima della partenza. Prese di tipo C, D e M in India, di tipo G (inglese) alle Maldive e a Dubai: serve un adattatore universale.
Bagagli e fotografie
Il volo interno per Dhaalu ha di solito una franchigia bagaglio più bassa dei voli internazionali: vi diamo i limiti esatti con i documenti di viaggio. Al Taj Mahal non entrano treppiedi, droni, cibo e oggetti voluminosi. In India chiedete sempre prima di fotografare le persone.